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venerdì 8 marzo 2024

DOLCE ARTUSI

 
 

 
Questa volta, per farmi il dolcetto per le colazioni mattutine, sono andata a pescare una ricetta sul mio libro di Artusi, datato 1914. Perciò... ricetta modernissima! 😁
 
Il titolo della ricetta sul libro è:  "Quattro quarti all'inglese"

Ho rispettato con cura tutti gli ingredienti, ma per il procedimento ho dovuto arrangiarmi e modificarlo. Infatti all'epoca le donne lavoravano a mano, mescolando a lungo il composto, mentre io ho usato la planetaria. Poi c'erano i forni a legna e quindi non si parlava di certo di temperatura. In più è previsto un cucchiaino di bicarbonato di sodio, ma nel procedimento non viene menzionato. Così ho dovuto decidere quando inserirlo e di conseguenza modificare i tempi di preparazione.
 
 

 
     Ingredienti

5 uova, vanno pesati col loro guscio. I miei pesavano 306 g
306 g di farina 00
306 g di zucchero
200 g di burro fuso
200 g uvetta
30 g canditi a piccoli pezzettini
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio

     Procedimento

Lavorare le uova con lo zucchero fino ad ottenere una crema chiara. Aggiungere la farina già mescolata col bicarbonato, quindi il burro, l'uvetta e i canditi. Omogeneizzare il tutto e versarlo nello stampo ben imburrato e infarinato. Forno ventilato a 170° per circa un'ora. Prova stecchino.

Appena uscito dal forno




lunedì 11 marzo 2019

TORTA GRECA -- STAFIDOPITA




Curiosando in giro per trovare un nuovo dolcetto, mi sono imbattuta in questa ricetta greca- la fonte è sempre assolutamente valida e sicura- trovata qui.
In pratica, ogni sette-dieci giorni sono alla ricerca di qualcosa di nuovo per la colazione, e mi piace cambiare.
Perciò... ecco la stafidopita, o torta all'uvetta, decisamente ottima.

     Ingredienti

40 g di uvetta
40 g di noci già sgusciate
230 g farina 00 + 1 cucchiaino
90 ml olio evo
60 g zucchero semolato
60 ml succo di arancia
1/2 cucchiaino buccia d'arancia bio grattugiata 
60 ml vino bianco
20 ml grappa bianca
1 cucchiaino raso di lievito in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1 pizzico abbondante di chiodi di garofano in polvere

     Procedimento

Ammollare l'uvetta per almeno mezz'ora, poi scolarla e asciugarla. Tritarla grossolanamente a coltello e altrettanto fare con le noci. Mescolare i due ingredienti tra loro e con un cucchiaino di farina. Questa aiuta a separare i pezzetti e a distribuirli uniformemente nell'impasto.
Setacciare la farina assieme al lievito.
In una ciotola capiente versare l'olio e lo zucchero e miscelarli bene con una frusta; aggiungere il vino e la grappa. A parte, in un pentolino alto, sciogliere il bicarbonato nel succo d'arancia: attenzione perché forma molta schiuma! Versarli poi nella miscela precedente, unire ancora la cannella e i chiodi di garofano, poi le noci con l'uvetta e, mescolando accuratamente, aggiungere la farina in 2-3 volte. Amalgamare con cura tutti gli ingredienti e versarli in una teglia oliata. Per queste quantità va bene una misura di 25 x 18 cm. Io non l'avevo e ho usato uno stampo di 20,5 x 20,5 cm. Livellare l'impasto, cosa non facile perché è molto appiccicoso, e mettere in forno statico a 180°, sul ripiano di mezzo, per 40/50 minuti. Prova stecchino. Nel caso diventi scuro troppo presto, coprire con un foglio di alluminio.
A dolce freddo, cospargere con zucchero a velo.




giovedì 5 ottobre 2017

MUFFINS AUTUNNALI CON UVA






Posso ancora raccogliere della dolcissima uva nera, ultimo regalo di un'annata non particolarmente felice per l'orto. 
Ho pensato di sfruttarla per un dolcetto da colazione e, non volendo ripetere la solita crostata- che pur mi piace tanto-, mi son data alla ricerca... Ho scovato un magazine "matita a forchetta" e qui ho trovato la risposta: muffins all'uva.

     Ingredienti

200 g farina integrale
100 g farina 00
180 g zucchero di canna fine ( avevo mascobado integrale e ho usato quello )
2 cucchiaini di lievito in polvere
1/2 cucchiaino bicarbonato
100 ml olio ( usato evo delicato )
250 ml latte
2 uova ( m )
1 cucchiaino estratto di vaniglia
200 g acini uva nera
qb zucchero di canna per lo spolvero

Con queste quantità mi sono venuti 15 muffins, tre mancano nella foto.





     Procedimento

Tagliare i chicchi di uva a metà ed eliminare i semi.
In una ciotola capiente unire gli ingredienti secchi: le farine, lo zucchero, il lievito e il bicarbonato.
In un'altra ciotola miscelare gli ingredienti liquidi: le uova, il latte, l'olio e la vaniglia.
Aggiungere gli ingredienti liquidi a quelli secchi e mescolare brevemente fino a composto omogeneo; a questo punto incorporare ancora l'uva velocemente.
Inserire i pirottini nello stampo da muffin e riempirli a 3/4. Completare cospargendoli di zucchero di canna ( cosa che ho dimenticato di fare ).
Forno a 180° per circa 20 minuti, prova stecchino.
Sfornarli, lasciarli intiepidire, poi farli raffreddare del tutto su una gratella.

Sono incredibilmente morbidi e aromatici.




giovedì 15 dicembre 2016

PANDORINI





Mi ero lasciata attirare da uno stampo in silicone, di quelli multipli, con sei forme di pandoro da monoporzione. Ma non avevo nessuna intenzione di lanciarmi a fare dei "veri" pandorini. Quindi lo stampo ha riposato a lungo indisturbato.
Mettendo a posto vecchie riviste, mi è capitata sotto il naso una "Alice- dicembre 2014", ed eccoli lì i miei pandorini! Facili facili, senza pretese, ma proprio carini. E lo stampo ha rivisto la luce...





     Ingredienti per 6 pandorini da circa 80 g, abbondanti, ciascuno

70 g burro morbido
100 g zucchero
3 tuorli; 2 albumi
120 g farina 00
80 g fecola di patate
50 g latte
buccia grattugiata di un limone e di un'arancia
12 g lievito per dolci
1 pizzico di bicarbonato di sodio
1 cucchiaio di maraschino
zucchero a velo per la guarnizione





     Procedimento

Lavorare con le fruste elettriche il burro con lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso; aggiungere uno alla volta i tuorli, sempre mescolando. Unire la farina con il lievito, il bicarbonato, la fecola e setacciare il tutto sul composto precedente. Quindi aggiungere le bucce grattugiate mescolando bene. Versare il latte e il maraschino e continuare ad omogeneizzare. Unire finalmente gli albumi, montati a neve ben ferma, con precauzione.
Riempire gli stampi ( eventualmente imburrati e infarinati ) fino a 3/4 e infornare a 170° per circa 20-30 minuti.
Sfornare e far raffreddare, quindi sformare i pandorini e cospargerli di zucchero a velo.




sabato 15 novembre 2014

LA PIADINA ROMAGNOLA



Dopo un tentativo in cui ero riuscita a fare una piadina buona, ma a prova di sega, mi sono documentata meglio, e, informata qua e là, ho capito gli errori. Oggi l'ho rifatta e devo dire che sono molto, molto soddisfatta del risultato. E' riuscita proprio come quelle che ho mangiato in Romagna.

In fondo la piadina sembra la cosa più semplice del mondo : semplice l'impasto, semplice e breve la cottura: quelle cose da fare mezz'oretta prima di pranzo, per mangiarla ancora tiepida e fragrante.
Già. Il punto è che più semplici sembrano le cose, più bisogno hanno di pochi ma assolutamente indispensabili accorgimenti.
La piadina si deve poter racchiudere su una farcia, e questo significa morbidezza.




E la morbidezza è la risultante di tre fattori : consistenza e spessore dell'impasto, temperatura del testo e tempo di cottura. Per l'impasto ho usato la ricetta che era allegata al testo. Ho avuto la fortuna di comperarlo direttamente dagli artigiani produttori, di Montetiffi. Sono rinomati per la loro produzione che conserva l'antica tradizione romagnola. La signora, che li fa assieme al marito, mi ha spiegato molto bene come dovevo trattare il testo nuovo prima di usarlo, e poi anche un po' la manualità necessaria per cuocere la piadina. Nel mio caso, quando le ho raccontato le mie possibilità, mi ha suggerito di usare il barbecue elettrico, ma si può tranquillamente usare il testo sul fuoco in cucina, con un rompifiamma di sotto, purché abbastanza grande.





Si copre il testo con della crusca ( allegata al testo assieme alla ricetta e alle istruzioni ), si appoggia sulla fonte di calore e si inizia a riscaldare. Si lascia che la crusca diventi bruna - questione di pochi minuti -




si spegne la fonte di calore, si toglie la crusca e si lascia sempre là il testo finchè si raffredda : è molto importante non fargli subire bruschi sbalzi di temperatura, c'è rischio di rottura.





A questo punto il testo è pronto per l'uso. Il mio ha 27 cm di diametro.

     Ingredienti

500 g farina
50 g strutto
10 g sale
mezzo cucchiaino, piuttosto scarso, di bicarbonato di sodio
acqua tiepida qb

Si tratta di ottenere un bell'impasto omogeneo, morbido, che si lavora facilmente. Importante è farlo riposare almeno un'ora, meglio di più.

Io ho dimezzato la dose, ottenendo 400 g di impasto. Ciò significa che ho aggiunto circa 120 g di acqua per 250 g di farina. Ho diviso il panetto in tre parti da 133 g ed ho ottenuto 3 piadine.





Questa è la piadina appoggiata sul testo, molto ben caldo, da un minuto, si aspetta ancora un po', la si gira




e allo scadere di 4 minuti si toglie la piadina per far posto alla seguente. Non un minuto di più, pena una piadina tutt'altro che morbida




Non avendo lo squacquerone nè salumi vari, ho farcito le fette con il contenuto di un mio vasetto, risultato della produzione estiva.  
Aggiungo quanto ho trovato sulla piadina : è il disciplinare per la piadina D.O.C.
http://www.provincia.rimini.it/news/2011_igp_p_romagnola/disciplinare.pdf