venerdì 7 aprile 2017

LINZER TORTE




Un certo Johan Konrad Vogel, pasticciere, risulta in genere l'inventore di questa torta della città di Linz, Alta Austria. Ma, su un libro pubblicato dai Sacher di Vienna, questa notizia viene contestata: dicono che lui ha semplicemente reso famosa una torta che già esisteva. 
Visto però che è molto buona e tutto sommato semplice da fare, la propongo senza preoccuparmi troppo delle sue origini. Di ricette ce ne sono diverse, compresa quella che chiamano torta di Linz bianca: non ha le spezie. Io ho scelto quella che segue, molto buona e aromatica.

     Ingredienti  ( per uno stampo da 26 cm di diametro )

200 g burro morbido
200 g zucchero a velo
4 cucchiaini zucchero vanigliato
sale
2 uova ( m )
buccia di un limone
320 g farina 00
2 cucchiaini lievito in polvere
400 g di farina di nocciole ( avevo 250 g di farina di nocciole con la buccia, che ha dato il colore scuro all'impasto; 150 g li ho fatti senza buccia )
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucciaino di chiodi di garofano in polvere
150 g di confettura di ribes rossi
3 cucchiai di rum
200 g di confettura di lamponi
15 g di mandorle a lamelle
zucchero in polvere




     Procedimento

Sbattere il burro, lo zucchero a velo, quello vanigliato e una presa di sale fino ad ottenere una crema spumosa e bianca ( per circa 8 minuti ). Aggiungere un uovo alla volta sempre mescolando. Unire a parte la farina, il lievito, le nocciole, la buccia di limone, la cannella e i chiodi di garofano; quindi aggiungere questa miscela a poco a poco, mescolando delicatamente, al composto precedente. Si ottiene un impasto della consistenza della pasta frolla. Formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e metterlo in frigorifero almeno per un'ora; meglio se per tutta la notte. 
Mescolare con una frusta le confetture e il rum fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Con tre quarti della quantità d'impasto coprire la base dello stampo imburrato ( possibilmente a fondo mobile ). Versare di su le confetture, livellarle, ma mantenere tutto attorno un bordo libero di circa 1 cm.
Stendere l'impasto rimanente ad uno spessore di 5 mm, tagliare delle striscioline larghe 1,5 cm con una rotella dentata e disporle a reticolo sulla farcia. Formare un lungo rotolino con il resto dell'impasto e metterlo lungo tutto il bordo, premendolo un po'. Umettarlo con poca acqua e farvi aderire le mandorle a lamelle.
Forno a 180° per circa 50 minuti.




Far raffreddare il dolce per un po' nello stampo ( è molto friabile ), poi sformarlo. Quando è del tutto freddo cospargerlo con zucchero a velo.




Nota. Si può usare anche marmellata di mirtilli rossi.

sabato 18 marzo 2017

TORTA " VECCHIA VIENNA "





Mi è subito piaciuto il nome. Quando poi ho letto gli ingredienti e visto la fotografia, su un libretto di dolci austriaci, ho deciso di prepararla per il compleanno del nipote.


     Ingredienti

8 tuorli ( uova M )
150 g zucchero
1 bustina zucchero vanigliato
8 albumi
30 g farina 00
2 cucchiaini rasi di lievito in polvere
100 g pane finemente grattugiato
100 g cioccolato fondente grattugiato ( ho usato Callebaut al 56% )
100 g nocciole tritate
     Per farcire
Cherry Brandy
4/5 cucchiai di marmellata di albicocche
     Per la crema
200 g zucchero a velo
1 bustina zucchero vanigliato
1 uovo
100 g cioccolato fondente
60 g olio di cocco ( ho usato Mycryo )
     Per decorare
50 g nocciole tritate
50 g cioccolato al latte raschiato




     Procedimento

Battere a spuma i tuorli aggiungendo a poco a poco 2/3 dello zucchero e lo zucchero vanigliato, fino ad ottenere una massa cremosa chiara. Battere pure gli albumi a neve molto densa aggiungendo il resto dello zucchero. Unirli poi con delicatezza ai tuorli assieme alla farina già miscelata con il lievito, al pane grattugiato, al cioccolato e alle nocciole. Versare l'impasto in uno stampo da 24 cm di diametro, foderato da cartaforno. Infornare a 180° nella parte bassa del forno per 50-55 minuti. Prova stecchino. Quando la torta è ben fredda, tagliarla a metà orizzontalmente; bagnare bene le due metà con il Cherry Brandy e cospargere una metà con la marmellata. Sovrapporre l'altra metà.
Per la crema, riscaldare il Mycryo fino a scioglierlo e aggiungere gli altri ingredienti ( battere leggermente l'uovo per amalgamare tuorlo e albume ). Cuocere come una crema, non oltrepassando gli 82°. Spalmare tutta la torta con la crema. Ornare il bordo con le nocciole tritate e ... fornirsi ora di santa pazienza: si tratta di raschiare, con un coltello solido, lungo e affilato, un bel pezzo di cioccolato al latte per ottenere quei ricciolini più o meno lunghi. Da principio si ottengono delle briciole... non scoraggiatevi! Basta insistere e, una volta capita la manualità, si procede meglio. Lasciar solidificare la crema e poi aggiungere i trucioli sulla sperficie della torta.

Sparita in men che non si dica la gran parte della torta, sono arrivata a fotografare un ultimo resto.




Devo dire che è stata molto apprezzata.

domenica 12 marzo 2017

PATATE, MA CARINE





Era da tempo che cercavo qualcosa dalla giusta consistenza per usare le bocchette russe. Mi sono dovuta arrendere al fatto che l'unica crema adatta è quella al burro; solo che mi rifiuto di usarla perchè la trovo nauseante. Finchè ... idea: e il purè di patate??? Non è certamente dolce, ma si può regolare in consistenza...
Si può vedere che funziona!

Ecco la non-ricetta.

Sottili fettine di patate, oliate e salate, arrostite al forno, a mo' di cestino vuoto, negli stampi da muffin. 
Broccolo romanesco, cotto a vapore, ripassato in padella con aglio, olio e peperoncino.
Purè di patate, che faccio così:
patate farinose, pelate e tagliate a pezzetti, messe in tegame con latte e sale, e cotte in modo che a fine cottura il latte sia tutto assorbito. Poi le schiaccio con una forchetta molto bene e aggiungo un po' di burro.

La composizione si può vedere dalla foto.

venerdì 3 marzo 2017

SEMPLICITA' CON NOCCIOLE





Sfogliando uno dei miei tanti libri, avevo visto, ancora tempo fa, questa semplice e veloce ricettina, poi dimenticata. Oggi dovevo fare un dolcetto per la colazione della mattina, decisa a sfruttare solo quello che avevo in casa... e l'ho ricordata proprio perché in casa avevo tutto meno che uova.


    Ingredie nti

250 g nocciole finemente tritate ( le mie erano pelate e tostate )
200 g zucchero
una bustina zucchero vanigliato
qualche goccia ( ho messo 8 ) di aroma di mandorle amare
250 g farina 00
12 g lievito in polvere ( ho usato un lievito in polvere con zafferano: ha dato un lieve color giallo )
250 ml latte scremato ( ho usato quello intero )





     Procedimento

Mescolare tutti gli ingredienti in una ciotola, e poi unire a poco a poco- sempre mescolando- il latte fino a raggiungere una consistenza tale che l'impasto, sollevato con un cucchiaio, ne ricada pesantemente. Versare l'impasto in uno stampo imburrato e infarinato e infornare a 180° per circa 55 minuti. Prova stecchino.



lunedì 20 febbraio 2017

ARANCE RIPIENE




Questo è un dolce che conclude con una certa leggerezza un bel pranzo, lasciando comunque una fresca sensazione di soddisfazione.

     Ingredienti per 5 persone

5 belle arance, meglio se con buccia spessa
succo di 2 arance
200 g di mandorle
120 g di zucchero a velo
60 ml di panna da montare

     Procedimento

Lavare e asciugare le arance. Poichè si usa solo l'interno, non occorre neppure che siano bio. Tagliare la calotta di ciascun frutto in modo da ricavare tanti cappelli, intatti, da conservare da parte. Con molta delicatezza, per non rompere la buccia, asportare la polpa dei frutti conservando tutto il sugo. Filtrarlo e mettere da parte la quantità corrispondente a due arance- un po' ad occhio...
Tostare leggermente le mandorle e, fredde, tritarle molto finemente con un tritatutto. Conviene farlo aggiungendo alle mandorle un cucchiaio abbondante di zucchero, preso dal totale. Mescolare quindi in una ciotola le mandorle con il resto dello zucchero, il succo delle arance e, delicatamente, la panna montata. Riempire con questa crema le arance, coprirle con i cappellini conservati a parte e metterle in frigorifero per circa una/due ore prima di servirle.
Ornarle con qualche foglia di menta fresca e portarle in tavola.



Nota
Siccome mi è avanzata della crema, penso che le quantità indicate siano sufficienti per sei arance.

mercoledì 15 febbraio 2017

GUGELHUPF ALL'ARANCIA




 Con questo sono undici i diversi Gugelhupf proposti: due salati e nove dolci. Non c'è niente da fare: trovo questi ultimi insuperabili per la colazione del mattino; alla pari, forse, solo di qualche morbida brioche. Per di più questo è senza uova e molto, molto aromatico.


     Ingredienti

250 g burro morbido
250 g zucchero
1 bustina zucchero vanigliato
200 g marzapane sminuzzato finemente
300 g farina 00
16 g lievito in polvere
100 g mandorle tritate ( avevo farina di mandorle da dover consumare e ho messo quella )
2 arance bio da cui buccia e 100 ml succo filtrato
100 ml Grand Marnier

     Per la glassa

120 g zucchero in polvere
succo d'arancia qb
Grand Marnier  qb



     Procedimento

Battere a spuma il burro con lo zucchero e lo zucchero vanigliato. Miscelare la farina con il lievito e le mandorle e aggiungerli, assieme al marzapane, all'impasto di burro. Mescolare bene il tutto poi unire 100 ml di succo e 100 ml di Grand Marnier. Tritare le bucce d'arancia e aggiungerle all'impasto. Versare tutto in uno stampo da 2 litri imburrato e infarinato e infornare a 190° per circa 50-60 minuti. Come sempre con questi dolci, ricordare di mantenere lo sportello del forno leggermente socchiuso con un cucchiaio di legno per i primi 15 minuti. Prova stecchino.
Lasciar raffreddare il dolce nello stampo per una decina di minuti e poi sformare.
Una volta freddo, cospargerlo con la glassa.



Nota.
Per avere la giusta consistenza, tipica dell'impasto dei Gugelhupf, ho dovuto aggiungere ancora del succo d'arancia, forse 10-15 ml. Questo probabilmente perchè ho usato la farina di mandorle al posto delle mandorle tritate.
Inoltre una cosa buffa: le due arance che mi hanno dato il succo per l'impasto erano bionde; la terza, spremuta per la glassa, era rossa e mi ha dato quel decoro colorato.