lunedì 27 aprile 2015

CROSTATA DI MARIA LUISA





Sfogliando un prezioso libretto di sue ricette che Maria Luisa mi aveva regalato, mi ha colpito la farcia del tutto inusuale di questa crostata. Ho voluto replicarla, e la curiosità è stata largamente premiata: deliziosa. Maria Luisa la chiama "crostata coperta".






L'ho fatta pari pari, con due sole piccole modifiche: lei consiglia di aromatizzare la frolla con il limone, ma, visto che ho usato marmellata di arancia, l'ho aromatizzata con la buccia di arancia. Inoltre lei cuoce in forno ventilato a 160° per 40 minuti; con la frolla non sono abituata ad usare il forno ventilato, per cui l'ho usato statico a 180° e mi ci son voluti buoni 50 minuti.

     Ingredienti per la frolla

300 g farina
180 g burro morbido
100 g zucchero semolato
1 uovo intero e 1 tuorlo
buccia di mezzo limone
1 pizzico di sale

     Per il ripieno

1 barattolo di marmellata a scelta ( usata quella di arancia fatta da me )
1 mela
2 cucchiai di cacao amaro
1 cucchiaino di pinoli e qualche mandorla, facoltativi ( li ho messi )
zucchero a velo

Questa che vedete è la crostata, uscita fal forno, che si raffredda. Con grande soddisfazione ho usato uno stampo nuovo di zecca...


 
 Procedimento

Mescolare la farina con lo zucchero e la buccia di limone, aggiungere il burro a pezzetti e formare delle briciole. Unire le uova , lavorare la pasta velocemente e formare una palla da far riposare in frigo, coperta da pellicola, per almeno mezz'ora.
Sbucciare la mela e grattugiarla grossolanamente. Io l'ho tritata a coltello, altrimenti rilasciava troppo succo.
Stendere 2/3 di pasta nella teglia imburrata e infarinata, coprirla con la mela e stendere la marmellata, ( a questo punto ho aggiunto pinoli e mandorle tuffandoli nella marmellata ), quindi cospargere con il cacao fatto scendere da un setaccino.
Stendere la pasta rimasta, coprire il ripieno e chiudere il bordo dopo averlo spennellato con albume. Devo dire che ho dimenticato questo particolare, ma ha funzionato lo stesso. Per poter poggiare bene la pasta sopra il ripieno senza romperla, una volta stesa, l'ho messa per poco tempo in freezer.
Cuocere in forno ventilato a 160° per 40 minuti. Qui la mia modifica con forno statico, a 180° per 50 minuti.
Una volta raffreddata, cospargere la crostata con zucchero a velo.




lunedì 20 aprile 2015

LA SPIRITOSA




La ricetta si chiama proprio così: "la spiritosa" e ha lunga vita. Ce ne parla Matilde Serao nel suo "Ventre di Napoli", indicandola come uno degli economicissimi condimenti dei quali, mettendoli sul pane, si nutriva la plebe napoletana alla fine del 1800. La porzione costava un soldo, cioè la ventesima parte di una lira!




     Ingredienti

300 g carote
2 spicchi aglio
2 cucchiaini origano
sale qb
peperoncino piccante a piacere
100 ml olio evo ( secondo me sono troppi, io metto di meno )
125 ml aceto
62 ml acqua

     Procedimento

Lessare le carote, scolarle e, a seconda della grandezza, tagliarle in più spicchi. Metterle in una insalatiera con sale, origano, aglio ( intero o tritato ) e il peperoncino.
Mettere a bollire l'aceto con l'acqua finchè il liquido si sarà ridotto quasi della metà, versarlo sulle carote e in ultimo aggiungere l'olio. 
Lasciarle marinare almeno qualche ora prima di gustarle.





Sono gustosissime e si possono conservare per parecchi giorni. Possono servire anche come antipasto.

sabato 18 aprile 2015

TORTA AGLI AMARETTI


 
Questa torta nasce dalla necessità di smaltire l'eccessiva quantità di amaretti secchi, a loro volta preparati per sfruttare tutti gli albumi che mi erano avanzati dai dolci pasquali. E nonostante l'uso per la torta, me ne sono avanzati ancora parecchi. Ci dovremo sacrificare...




 La torta è semplice e veloce. Un consiglio: sbattete molto a lungo i tuorli con lo zucchero, cercando di ottenere quasi una spuma, e preparate una neve molto soda con gli albumi.

     Ingredienti

220 g di amaretti
200 g zucchero
7 uova
70 g pangrattato
1/2 bustina lievito
1 limone
liquore all'amaretto
zucchero a velo

 


     Procedimento

Passare gli amaretti al mixer. In una terrina sbattere a lungo i tuorli con lo zucchero; montare gli albumi a neve ben soda e incorporarli ai tuorli con delicatezza.
Unire al composto gli amaretti polverizzati, già mescolati al pangrattato; ammorbidire il tutto con un bicchierino di liquore all'amaretto e il succo del limone. Aromatizzare con la scorza grattugiata e, per ultimo, aggiungere il lievito.
Versare l'impasto in una tortiera imburrata e infarinata ( diametro 23 cm ) e mettere in forno a 180°-190° per 40-45 minuti. Prova stecchino. Una volta sfornata e raffreddata, cospargere la torta di zucchero a velo. Si può decorare con dei piccoli amaretti. ( I miei non erano adatti )




venerdì 17 aprile 2015

POLPO AL FORNO



 Già... polpo al forno con cipolle e aceto. Girovagando qua e là, mi sono imbattuta in questa ricetta del blog " Tzatziki a colazione ". Mi ha stuzzicato e, al primo polpo, l'ho sfruttata, tanto per variare un po'. Ci è piaciuta, per questo la propongo.

     Ingredienti per 2/3 persone

300 g di polpo pulito
300 g di cipolle ( avevo cipollotti e ho usato quelli )
1 spicchio di aglio
olio evo
2 cucchiai di aceto bianco
acqua



     
 Procedimento

Pulire il polpo e tagliarlo a pezzi grossi, pulire la cipolla e affettarla. In un tegame di coccio, munito di coperchio, mettere un filo d'olio, il polpo, le cipolle, l'aglio, l'aceto e 1 dito d'acqua. Mettere un foglio di cartaforno tra la pentola e il coperchio e infornare a circa 170° per circa 2 ore e 1/2. A metà cottura controllare che non manchi liquido, nel caso aggiungere pochissima acqua. Per me non è stato necessario. 
Il foglio di carta serve per evitare eventuale evaporazione.




Io ho servito il polpo con del semplice, anonimo purè. Mi è sembrato un abbinamento utile a non interferire col gusto del polpo. Penso che anche del riso pilaf sarebbe un buon accompagnamento.

lunedì 13 aprile 2015

PRATICELLO



Non è precisamente un prato inglese...ma quanto mi piacciono tutte quelle margheritine !


MARGHERITA

La margherita no la xe mai sola;
con altre in compania sempre la sta.
Se po' la compania diventa fola,
la ricama de bianco tuto el pra.

( Sergio Pirnetti )

 

venerdì 10 aprile 2015

BISCOTTI ISTRIANI





Ho ricevuto in regalo, ancora prima di Pasqua, questo tipo di biscotti. Mi hanno talmente entusiasmato per la loro novità, che ho fatto di tutto per arrivare alla ricetta della signora Marcella. Questa abita in Istria, nel paese che oggi- diventato croato- si chiama Cerovlje. Ma quando l'Istria era ancora italiana si chiamava Cerreto. Anche questi biscotti ora hanno un nome croato. Lo scrivo come si pronuncia: si chiamano "zucheràncici". Sono di antica tradizione del paese, e venivano preparati per le grandi occasioni: matrimoni, nascite, battesimi... Devo ancora indagare se avevano un nome italiano. La signora Marcella, quando ho telefonato a Cerovlje, è stata gentilissima e mi ha regalato con molto piacere la ricetta di famiglia, usata ancora da sua madre.






Preparare l'impasto è semplice, non altrettanto formarli in modo aggraziato. Si tratta di preparare un rettangolo col matterello, di un cm scarso di spessore; si ricavano delle striscioline lunghe 10-12 cm e larghe circa 3 cm. Si tagliano da un lato con le forbici e si richiudono a cerchio. Non ne vengono due uguali, ma sono belli proprio per questo.






     Ingredienti della signora Marcella

1 kg farina 00
400-450 g zucchero
5 uova intere
250 g burro a temperatura ambiente
100 ml latte
3 g ammoniaca
la buccia di un limone
sale
vaniglia
rum

Siccome partire da 1 kg di farina mi è sembrato eccessivo, ho ridotto le quantità mantenendo le proporzioni. Con le seguenti quantità ho ottenuto due teglie e mezzo di biscotti.

400 g farina 00
160 g zucchero
2 uova intere
100 g burro
40 ml latte
1,2 g ammoniaca
buccia di circa mezzo limone
sale
vaniglia
rum ( 1 cucchiaio )






     Procedimento

Sbattere le uova con lo zucchero, il sale e la vaniglia. Riscaldare un po' il latte e sciogliervi l'ammoniaca. Mettere in una ciotola capiente ( o nella planetaria ) la farina, aggiungere il latte, mescolare; quindi aggiungere le uova, il rum e in ultimo il burro a pezzettini. Formare un impasto omogeneo, evitando di lavorarlo con le mani. E' molto morbido. Lasciarlo riposare un po'. Stenderlo quindi col matterello ad uno spessore di 7/8 mm circa , ricavare le striscioline e procedere come ho spiegato prima. Mettere i biscotti su teglia ricoperta da cartaforno e poi in forno a 200° per non più di 10/12 minuti: non devono colorirsi.
Tolti dal forno, ancora caldi, vanno spennellati con una miscela di grappa e rum ( metà e metà ) e cosparsi di zucchero cristallino. Bisogna spennellare un biscotto alla volta e cospargerlo immediatamente di zucchero, altrimenti la bagna si asciuga e lo zucchero non aderisce.





Così erano quelli che ho ricevuto in regalo. Ringrazio ancora la donatrice, cugina della signora Marcella.




Una signora, che ha la famiglia di origine istriana, mi ha detto che in casa sua questi biscotti li chiamano " papini ". Che sia il loro nome originale italiano? Mi piacerebbe...

martedì 7 aprile 2015

LE UOVA 2015



Oggi ho consegnato il primo uovo di quest'anno: uno solo per tre fratelli, naturalmente con tre sorprese. Devo farne ancora uno per un nipote paziente che sa aspettare la nonna ritardataria...

Il procedimento per ottenere questo disegno è il seguente:
- tracciare su parte della superficie interna dello stampo da mezzo uovo una serpentina col cioccolato fondente temperato e lasciarla rapprendere una decina di minuti.
- dare il colore con un pennello su piccole zone; io ho usato un colorante alimentare metallizzato in polvere, color bronzo
- coprire tutta questa zona con cioccolato bianco temperato e lasciare che si rapprenda
- finire di coprire lo stampo col cioccolato fondente
- far cristallizzare

 Ed ecco il secondo uovo fatto, secondo la preferenza del nipote, col cioccolato al latte




Di questo son riuscita a fotografare anche il retro




domenica 5 aprile 2015

PASQUA DOLCE 2015




Davvero non riesco ad affrontare la Pasqua senza fare i dolci della nostra tradizione. E mi piace distribuirne un po' a tutti i nipoti. Questa volta però non ho fatto le titole: le ho sempre preparate per i bimbi, ma ormai son cresciuti.

Ecco le pinze di quest'anno...




... e queste sono le putize




La ricetta è sempre la stessa che ho scritto in un post dell'anno scorso. Ho fatto un solo cambiamento: su due chili totali di farina, ho messo uno di farina 00 e uno di manitoba. Con questa quantità ho formato ( a impasto crudo ) quattro pinze da mezzo chilo. Ogni putiza ha circa 750 g sempre di impasto crudo, più la farcia, naturalmente.
E questo è quanto è rimasto di sera delle due putize... un misero codino.





 Se volete su " pinze putize e titole " potete controllare com'erano quelle dell'anno scorso...